Dietro le quinte
Immagine news Lo Stesso Bersaglio

Lo Stesso Bersaglio

Dietro le quinte di Roberto Altariva

Lo sceneggiatore Roberto Altariva ci racconta alcune curiosità sull'inedito di ottobre 2026.

Data la natura dell’articolo, è necessario che abbiate letto prima l'albo perché non solo certe informazioni si apprezzano solo conoscendo la trama in questione ma, soprattutto, la lettura di questo testo potrebbe rovinarvi i colpi di scena presenti. Quindi se ancora non lo avete letto ma avete intenzione di farlo, NON PROSEGUITE OLTRE LA LETTURA.

LA PROMOZIONE – Andrea Pasini mi aveva chiesto di proporgli un’idea per una storia breve, dato che per ogni uscita del Grande Diabolik ne servono almeno due. Avevo quindi presentato il soggetto di questo episodio pensando di ricavarne un “corto”, ma quando fu sottoposto a Gomboli per l’approvazione, gli piacque così tanto che propose di promuoverlo a episodio della serie mensile.

L’IDEA IN BREVE – Nella mia proposta, la storia iniziava con la scena che nell’albo trovate a pag. 106: la polizia faceva irruzione nella compagnia diamantifera e Graf – malato di cuore – alla loro vista sembrava avere un infarto e perdeva i sensi. L’uomo si risvegliava in quello che pareva un ospedale, alla presenza di Ginko. Seguivano una serie di rapidi flashback in cui raccontava il suo piano per rubare i diamanti, l’incontro/scontro con Diabolik quella notte, la fuga per nascondere la refurtiva sottratta al nero criminale e il ritorno sul “luogo del delitto” per cancellare le tracce lasciate. Naturalmente, come nell’albo, dopo che Graf aveva rivelato a “Ginko” dove si trovavano i diamanti, si scopriva che l’ospedale era una messinscena e che l’ispettore e la dottoressa erano in realtà Diabolik ed Eva.

TRASFORMAZIONI – Rispetto all’idea di partenza, sia il direttore della compagnia diamantifera che Graf hanno subito delle modifiche. Ho scritto “il direttore” perché inizialmente avevo pensato a un uomo, oltretutto un bastardo, che, venuto a sapere dei problemi di cuore di Graf, aveva deciso di licenziarlo.

Graf, al contrario, non doveva essere un “cattivo”: decideva di derubare la compagnia per vendicarsi del sopruso subito e perché aveva bisogno di soldi, tanto che nel finale Eva decideva di lasciarlo libero con una parte del bottino. A Pasini, però, non piaceva l’idea che Diabolik ed Eva ingannassero un personaggio che, in fondo, era una vittima, sottraendogli gran parte del bottino. Così, già prima di sottoporre la proposta a Gomboli, Graf è stato trasformato in un cattivo e il direttore in un personaggio di buon carattere, diventato poi una donna perché nella storia mancava una figura femminile.

NIENTE BRODI ALLUNGATI – Passare da una storia breve a una lunga può non essere facile, e si corre il rischio di produrre un “brodo allungato”. In realtà, in questo caso, per far stare il racconto nelle 16 pagine previste – per quanto di grande formato, invece che pocket – avrei dovuto mostrare molto rapidamente la preparazione del furto da parte di Graf, e non ci sarebbe stato spazio per illustrare le mosse di Diabolik. Le pagine in più, invece, hanno permesso di sviluppare adeguatamente tutti i passaggi, mostrando, nella parte centrale della storia, i due piani procedere in parallelo fino all’inevitabile collisione fra Graf e Diabolik.

UN AUMENTO PER GINKO – Nell’idea originale, il vero Ginko non avrebbe nemmeno dovuto comparire. Con il cambiamento di Graf da vittima a cattivo, avevo invece aggiunto quello che è diventato il finale della storia anche nell’albo, con l’apparizione del vero ispettore. A questo punto, ritenevamo necessario aumentare la presenza dell’ispettore, per cui si è pensato di inserire un primo tentativo di furto da parte di Diabolik, sventato proprio da Ginko. La scena è stata però costruita in modo che nessuno, compreso l’ispettore, venisse a sapere che Diabolik era interessato a quei diamanti, altrimenti sarebbe stato logico che la compagnia diamantifera rafforzasse ulteriormente le misure di sicurezza.

L’IMMAGINAZIONE DI GRAF – Nella versione breve, Graf avrebbe dovuto spiegare in pochi rapidi dialoghi come intendeva realizzare il colpo. In quella definitiva, avendo più pagine a disposizione, si è pensato che sarebbe stato molto più interessante mostrare visivamente il suo piano. Trattandosi di scene immaginate, però, è stato ritenuto necessario distinguerle graficamente dal resto della vicenda. Pasini ne ha discusso con la disegnatrice, Giulia Massaglia, e insieme hanno deciso che la soluzione migliore fosse lasciarle semplicemente a matita.

Ecco quanto scritto dalla Massaglia al riguardo: “Le matite non sono state risolte come farei normalmente, perché di solito lascio un tratto più pulito, una linea chiara con campiture scure, rendendo il lavoro meno fraintendibile per l'inchiostrazione. In questo caso ho aggiunto chiaroscuri rigati più dinamici per mostrare maggiormente lo stacco con le altre tavole.”

IL TITOLO – Il titolo di lavorazione, nato quando la storia doveva essere breve, era “Un Incontro Inaspettato”, e ovviamente si riferiva al fatto che Graf si imbatteva inaspettatamente in Diabolik all’interno della compagnia diamantifera, la notte del colpo. Come titolo definitivo avevo proposto “Piani Paralleli” ma la redazione ha preferito scegliere “Lo Stesso Bersaglio”.