Dietro le quinte
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Sulle Tracce dello Scarabeo

Dietro le quinte di Roberto Altariva

Lo sceneggiatore Roberto Altariva ci racconta alcune curiosità sull'inedito in edicola ad agosto 2026.

Data la natura dell’articolo, è necessario che abbiate letto prima l'albo perché non solo certe informazioni si apprezzano solo conoscendo la trama in questione ma, soprattutto, la lettura di questo testo potrebbe rovinarvi i colpi di scena presenti. Quindi se ancora non lo avete letto ma avete intenzione di farlo, NON PROSEGUITE OLTRE LA LETTURA.

 

GIOIELLI NEI GIOIELLI – L’idea di partenza, inviata in redazione da un lettore, era quella di gioielli cavi dentro cui Diabolik ed Eva potessero occultare altri gioielli rubati. Qualcosa di simile si era in realtà già visto nel Grande Diabolik “Il Diadema Scomparso”, del 2021, in cui un diamante era nascosto all’interno di un diadema di minor valore. In quel caso, però, non si trattava di un trucco escogitato da Diabolik, e questa variante è piaciuta al direttore, che ha accettato l’idea.

 

QUALCHE GUARDIA IN PIÙ – Inizialmente era previsto che le guardie all’interno della villa di Tyler durante la festa fossero solo tre. Quella che Eva mette fuori gioco per entrare nella stanza della cassaforte e le due presenti nel salone, che vengono “sistemate” dai rapinatori. Poi, però, si è vellutato che fossero troppo poche per far temere a Diabolik ed Eva che il furto venisse scoperto prima che potessero andarsene (che è poi il motivo per cui occultano i gioielli rubati dentro a quelli indossati da Eva). Mettere fuori gioco un paio di guardie sarebbe stato semplice per loro, per cui è stato deciso di aggiungerne almeno altre due all’esterno. Per cui, invece di far comparire i ladri all’improvviso nel momento in cui fanno irruzione alla festa, ho aggiunto in sceneggiatura la sequenza in cui mettono fuori gioco le guardie al cancello.

 

I RAPINATORI SFORTUNATI – I tre rapinatori sono stati un po’ una sfida, da “costruire” come personaggi. Volevamo che risultassero simpatici ai lettori, ma non dovevano essere delle mezze calzette come criminali, perché la rapina alla villa prevedeva una pianificazione ben studiata, oltre a un’azione di forza non da personaggi macchiettistici. Ho quindi deciso che non dovessero essere dei rapinatori del tutto imbranati, ma piuttosto dei criminali perseguitati dalla sfortuna nonostante una certa competenza nella loro “professione”.

D’altra parte, che il messaggio ideato per essere capito solo da Diabolik ed Eva, finisce per essere decifrato anche da Ginko, più per sfortuna che altro, mentre è Diabolik stesso a far sì che arrivi anche ai cattivi.

 

CAMBIO DI SESSO – Nel soggetto era anche previsto che i rapinatori fossero tutti e tre uomini. È stato Andrea Pasini a suggerirmi di trasformarne uno in una donna, anche per non avere una storia quasi priva di personaggi femminili. Ho approvato subito l’idea e ho deciso che i due uomini dovessero essere uno il suo “fidanzato” e l’altro suo fratello, creando così una sorta di banda “familiare”. Mi ha particolarmente divertito ideare i dialoghi in cui Miriam e suo fratello Alvaro si punzecchiano.

 

UN PICCOLO INDIZIO – Ginko compare in una brevissima scena a metà albo, per poi scomparire fino alla parte finale della storia, per poi riappare all’improvviso sul luogo dell’appuntamento fissato dai rapinatori. A quel punto, i lettori dovrebbero essersi un po’ dimenticati della sua presenza in questa storia… o almeno, è quello che ci auguravamo. 

In realtà, c’è un piccolo indizio che avrebbe potuto far intuire che il messaggio riguardante lo scarabeo sarebbe arrivato anche all’ispettore; lo spacciatore di droga (leggera) che compare alle tavole 69 e 70, e che nel finale scopriamo aver mostrato il messaggio a Ginko, era infatti già apparso come suo informatore nelle storie “La Chiave del Mistero” (n. 12 del 2016) e “Il Patto” (n. 7 del 2020). Sapevamo che quasi nessuno si sarebbe ricordato di lui, ma chi – invece – lo avesse riconosciuto avrebbe potuto sospettare che l’informazione sarebbe arrivata a Ginko.

 

LA SEGHERIA SCOMPARSA – Nella prima versione della sceneggiatura, lo scontro a fuoco fra la polizia e Tyler e i suoi, con i rapinatori presi nel mezzo e l’intervento di Diabolik ed Eva, avveniva in una segheria abbandonata, con macchinari in disuso e altri elementi dietro cui i contendenti trovavano riparo. L’ambiente sarebbe stato decisamente più interessante dal punto di vista visivo, ma a un certo punto si è reso necessario velocizzare la produzione per essere certi che la storia venisse ultimata in tempo. Quella parte è stata quindi modificata, spostando lo scontro all’interno di un magazzino con grandi casse, più semplici e rapide da disegnare per Riccardo Nunziati.

 

IL TITOLO – Il titolo di lavorazione era “Il Terzo Incomodo”, riferito a Nicola Tayler, che si inseriva – appunto – come terzo incomodo nel previsto incontro fra i rapinatori e Diabolik; anche se poi spuntava addirittura un quarto incomodo: Ginko con i suoi agenti. Come titolo definitivo, io avevo proposto alternative come “Appuntamento con l’Imprevisto” o “I Gioielli Contesi”, ma la redazione ha scelto quello, decisamente più originale, che avete visto.