Lo sceneggiatore Roberto Altariva ci racconta alcune curiosità sull'inedito di maggio 2026.
Data la natura dell’articolo, è necessario che abbiate letto prima l'albo perché non solo certe informazioni si apprezzano solo conoscendo la trama in questione ma, soprattutto, la lettura di questo testo potrebbe rovinarvi i colpi di scena presenti. Quindi se ancora non lo avete letto ma avete intenzione di farlo, NON PROSEGUITE OLTRE LA LETTURA.
L’IDEA MADRE – All’inizio c’erano poche certezze sulla storia da realizzare per festeggiare il 60° anniversario della prima apparizione di Bettina. C’era solo la volontà di ricollegarsi a “Ricordo di Bettina”, l’episodio dello scorso anno in cui scoprivamo la malattia di suo padre.
Fra le prime idee vagliate c’era quella che in realtà sua madre fosse ancora viva: i genitori di Bettina si erano separati quando lei era bambina e il padre aveva preferito farle credere che lei fosse morta. Ma sarebbe stato un trauma che Bettina non si meritava, così lo spunto è stato abbandonato.
Ragionando su qualcosa di mai visto nelle storie precedenti, è stato quindi deciso che stavolta Bettina avrebbe chiesto esplicitamente aiuto a Diabolik.
LEGGEREZZA MANCATA – A un certo punto si era pensato a una storia più leggera: Bettina chiedeva aiuto al Re del Terrore contro una banda di criminali, ma per tener fede ai propri principi gli faceva promettere di non uccidere nessuno. Il divertimento sarebbe nato dal vedere il Re del Terrore costretto a trovare soluzioni complicate pur di mantenere la parola data.
Poi però ci si è resi conto che, per spingere Bettina a rivolgersi a Diabolik, serviva una motivazione davvero grave e drammatica, come – appunto – la prospettiva della morte del padre. Così anche questa idea alla fine è stata scartata.
LA TRAMA PRENDE FORMA – A questo punto si è sviluppato il primo abbozzo della trama: la cura portata da Bettina dall’estero inizialmente sembrava aver funzionato, ma in seguito il padre aveva ripreso a peggiorare. Bettina avrebbe allora scoperto l’esistenza di una versione potenziata del farmaco, che avrebbe potuto salvarlo, ma di cui il direttore della casa farmaceutica aveva bloccato la messa in commercio per tornaconto personale.
Discutendone insieme siamo poi arrivati alla versione definitiva: lo scienziato che aveva creato il farmaco fugge con la formula dopo aver distrutto le dosi esistenti, mentre Lynch vuole impossessarsene sia per salvarsi che per lucrarci.
Io avevo anche proposto che il professore rapisse gli altri ricercatori coinvolti nel progetto, per impedire che ricreassero la formula, ma si è preferito evitare questa ulteriore complicazione, ed è stato un bene.
SCOVARE IL FUGGIASCO – Stabilito che il professore si nascondeva nella villa super sorvegliata di un boss della malavita e che il finale avrebbe visto Diabolik ed Eva assaltarla coadiuvati da Bettina, restava da capire come i protagonisti potessero scoprire il suo rifugio. Non era semplice: Diabolik conosce la malavita di Clerville e sa come raccogliere informazioni lì, ma non è in grado di fare altrettanto in un luogo remoto come Grover City. Oltretutto, a quel punto la trama sembrava carente di colpi di scena.
La scelta di non far rapire il resto dello staff si è allora rivelata utile: ci ha permesso di introdurre a sorpresa un altro ricercatore coinvolto nel ricatto e, tramite lui, far arrivare Diabolik al nascondiglio del professore.
L’ULTIMO DUBBIO – A questo punto Gomboli ha ideato tutta l’ultima parte, con l’assalto al covo del malavitoso e l’inganno finale ai danni di Lynch. Restava però un dubbio: doveva essere Eva o Bettina a sostituirsi all’assistente di Lynch e mandare i suoi uomini incontro alla morte, creando il diversivo necessario a Diabolik?
In redazione c’erano pareri contrastanti. Affidare il compito a Eva sarebbe stato più naturale, ma avrebbe lasciato Bettina senza un vero ruolo nella risoluzione degli eventi. Scegliere Bettina, invece, significava farle tradire i principi morali mostrati in passato. Io ho ritenuto che, con la vita del padre in gioco, fosse giusto che Bettina superasse i propri scrupoli, e che questa scelta avrebbe dato maggiore forza drammatica alla storia. A quel punto, tutti hanno concordato.
QUADRETTO FAMIGLIARE – Andrea Pasini ha suggerito, e io mi sono subito trovato d’accordo, di sfruttare un momento di calma prima del finale per far passare un po’ di tempo a Bettina insieme a Diabolik ed Eva, in una sorta di “quadretto famigliare”, visto che per lei sono praticamente dei genitori putativi e finora non si erano mai viste scene simili. A questo scopo ho inserito la scena in cui Diabolik ed Eva le parlano dei loro incontri con Saverio e Gianna.
All’ultimo momento, in redazione in redazione hanno avuto la simpatica idea di aggiungere sullo sfondo le immagini dei due personaggi. Nell’immagine, potete confrontare la tavola com’era stata sceneggiata e la versione definitiva.
IL TITOLO – Il titolo di lavorazione era “Diabolik, Aiuto!”. Io come definitivo avrei voluto “La Scelta di Bettina”, ma in redazione si è deciso per una variante di quello iniziale, come avete visto.