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Nasce Diabolik
 
Le creatrici
 
Mario Gomboli e le sorelle Giussani
Diabolik
Eva Kant
Ginko
Altea
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EVA KANT

Angela e Luciana Giussani saranno sempre ricordate soprattutto per aver ideato Diabolik, il personaggio più noto e celebrato del fumetto italiano, nel 1962.
Ma il loro secondo colpo di genio, per certi versi ancora più originale e ricco di potenziali sviluppi del primo, data marzo 1963 e si chiama Eva Kant.
Una donna come solo due donne potevano inventare, diversa da tutte le eroine che l'avevano preceduta e da tutte quelle che tenteranno, invano, di imitarne il fascino.
Nessun altro personaggio ha rappresentato così puntualmente i sogni degli italiani e le aspirazioni delle italiane.
Bionda, bellissima, occhi verdi, la compagna del Re del Terrore appare per la prima volta nell'episodio n. 3 del 1963 "L'ARRESTO DI DIABOLIK", dove si presenta come l'affascinante e ambigua vedova di Lord Kant. Dimostra immediatamente una freddezza e una determinazione pari a quella di Diabolik, salvandolo in extremis dalla ghigliottina. Nel tempo ammorbidirà la propria immagine con una sensualità raffinata e misteriosa, antitetica a ogni volgarità, costruendo un rapporto di coppia solidissimo e basato sulla condivisione dello stesso stile di vita. Una donna forte e autonoma, già allora, che però accetta di restare nell'ombra del Re del Crimine.
Ma solo all'inizio, intendiamoci, perché, di albo in albo e di anno in anno, i lettori potranno seguire il suo percorso di emancipazione, fuori e dentro casa. meglio: rifugio.
Oggi Eva Kant riesce a essere indipendente, a brillare di luce propria, anche a fianco di Diabolik. E, ogni tanto, perfino da sola.
Sono passati più di trent'anni dal tentativo di Eva Kant di guadagnare la scena, prevaricando il suo compagno, con otto ironiche storie scritte da Mario Gomboli e Alfredo Castelli, disegnate da Giancarlo Alessandrini, pubblicate sulla rivista Cosmopolitan. Allora l'operazione "ufficiale" venne bloccata sul nascere (forse da un Diabolik geloso e invidioso), ma ebbe comunque uno sviluppo strisciante. Sempre più spesso, da allora, Eva, è stata il personaggio principale di significativi episodi della serie regolare (uno per tutti: L'ombra della morte, n. 4 del 1994, in cui Diabolik è fuori causa per 100 pagine su 120) ed è diventata il testimonial privilegiato di manuali di divulgazione (Quando una donna deve difendersi del 2001) di campagne pubblicitarie (Renault Twingo), calendari promozionali (Faac del 2002), videoclip musicali (Tiromancino) e mille altre iniziative.
Ma la consacrazione del successo è stata la conquista di una "vera" testata, con un titolo coerente: nel 2003 è apparso in edicola, e con grande successo, l'albo speciale EVA KANT - QUANDO DIABOLIK NON C'ERA. Ci sono voluti decenni, ma alla fine Eva l'ha spuntata. Perché è ambiziosa, testarda, pragmatica, determinata. Come Diabolik.
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